Corso: La gestione delle prime vie aeree

La gestione delle prime vie aeree è una tappa fondamentale per la rianimazione e la stabilizzazione neonatale. La pervietà delle vie aeree consente di ventilare e ossigenare il neonato adeguatamente. Il corso mira a fornire nozioni teoriche su tutte le apparecchiature di vecchia e nuova generazione che abbiamo a disposizione. I tavoli pratici consentiranno di esercitarsi con i vari presidi a disposizione: ventilazione con maschera, utilizzo delle cannule di guedel, vari tipi di maschere laringee e tubi tracheali. Saranno inoltre utilizzati differenti presidi per l’intubazione tracheale: dal laringoscopio classico al glidescope al video-laringoscopio, analizzando pro e contro di ogni dispositivo.


Corso: L'utilizzo di [iNO] nella ventilazione in terapia intensiva

La terapia inalatoria con ossido nitrico o monossido di azoto [iNO] rappresenta una delle terapie che abbiamo a disposizione per il trattamento dell’ipertensione polmonare. È stato dimostrato come una corretta gestione delle terapie a disposizione (surfattante, ventilazione meccanica ad altra frequenza, ossido nitrico) consentano un minor ricorso all’ECMO (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation). Essendo una patologia relativamente rara il tempo che intercorre tra un utilizzo e l’altro del macchinario che eroga l’ossido nitrico può essere anche molto lungo. Occorre pertanto un continuo allenamento per non farsi cogliere impreparati nel momento di necessità. Il corso fornisce nozioni teoriche sull’ipertensione polmonare e sulla corretta gestione. Vengono inoltre allestite sessioni pratiche di simulazione di montaggio dei ventilatori e dell’apparecchio per l’ossido nitrico.


Corso: Trasporto neonatale protetto

Il neonato “patologico” costituisce una frequente problematica per il neonatologo e il pediatra. I distretti interessati spaziano dall’apparato respiratorio, all’apparato cardiovascolare, al sistema nervoso centrale… con manifestazioni cliniche che possono mettere a rischio la vita del neonato. Quando questi problemi si verificano in un ospedale periferico talvolta occorre trasferire il neonato verso un centro di terzo livello. Cosa fare in attesa del trasporto neonatale (STEN)? Il corso si prefigge lo scopo di analizzare le principali problematiche: il distress respiratorio, la sofferenza neonatale, le cardiopatie congenite, i problemi metabolici e fornire una guida pratica alla gestione del paziente attraverso lezioni teoriche e scenari clinici complessi e simulazioni. L’impronta pratica mirerà soprattutto alla rapida identificazione delle problematiche e a fornire utili consigli di gestione in attesa dello STEN.


Corso: Ventilazione e presidi ventilatori

L’insufficienza respiratoria rappresenta un importante patologia in ambito neonatologico. Al calare dell’età gestazionale l’immaturità del polmone e dei centri respiratori determina una incapacità da parte del neonato a respirare autonomamente. Tali problematiche talvolta si verificano anche in neonati a temine per altre patologie (asfissia, polmonite, sindrome da inalazione di meconio). È quindi indispensabile la corretta conoscenza dei quadri di insufficienza respiratoria e come gestirli. Il corso è rivolto a medici e infermiere e mira a fornire nozioni sulla ventilazione e sui presidi ventilatori invasivi e non che abbiamo a disposizione. Inoltre sono previste sessioni pratiche di simulazione di montaggio e manutenzione delle apparecchiature.


Corso: L'ipotermia e la sua gestione

L’encefalopatia ipossico-ischemia (EII) colpisce circa 1-4/1000 neonati a termine. È una patologia gravata da un tasso di che può raggiungere il 50% ed esiti neurologici gravi, che interessano fino al 25% dei neonati che sopravvivono. Negli ultimi anni, con l’avvento dell’ipotermia terapeutica, la prognosi di questi neonati è migliorata. Risulta pertanto indispensabile il corretto inquadramento dei neonati con sofferenza perinatale e la gestione ottimale. Il corso mira a creare un percorso che consenta al professionista la corretta selezione dei neonati da sottoporre ad ipotermia. Verranno trattati i criteri di selezione dei pazienti, addentrandoci nella corretta interpretazione dell’emogasanalisi cordonale, l’inquadramento clinico del neonato, mediante nozione sull’esame obiettivo neurologico in epoca neonatale, per concludere con l’interpretazione dei tracciati aEEG (amplitude integrated EEG).


Corso: L'assistenza primaria in sala parto

Gli eventi “avversi” in sala parto costituiscono una importante causa di mortalità e morbilità perinatale. Si stima che circa il 10% dei neonati abbia bisogno di un “aiuto” per l’adattamento alla vita extrauterina e che circa l’1% necessiti di manovre rianimatorie maggiori. Il primo minuto dopo la nascita, golden minute, è fondamentale nel determinare l’outcome del neonato ed è indispensabile che tutti gli interventi necessari vengano gestiti in maniera adeguata senza perdita di tempo. Solo attraverso una formazione continua e la simulazione di scenari complessi è possibile creare un background adeguato a gestire in maniera corretta le situazioni di emergenza. Questo tipo di corso si prefigge pertanto lo scopo di affrontare le più recenti acquisizioni nell’ambito della rianimazione neonatale, migliorare le competenze tecniche (technical skill) e simulare scenari complessi di rianimazione.


Progetto Tunisia

Progetto Tunisia

Il mese di Febbraio 2018 ha visto nascere un nuovo progetto di cooperazione internazionale che ha coinvolto il Centro Nina. La professoressa Zahra Ben Said Marrakchi, presidente della Società di Neonatologia tunisina e direttore del reparto di Neonatologia dell’Hopital Charles-Nicolle di Tunisi (Faculté de Médecine de Tunis, University Tunis El Manar), ha chiesto la collaborazione del Centro Nina e della U.O. di Neonatologia di Pisa in vista dell’apertura, previsto per il 2019, del nuovo reparto di Neonatologia di 3° livello a Tunisi.

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Progetto Kenya

Progetto Kenya

Il Centro NINA, da anni impegnato sul territorio nazionale in temi di formazione e sicurezza in ambito neonatale, negli ultimi anni ha ampliato i propri orizzonti impegnandosi anche sul fronte internazionale.

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Una conversazione con Nina

«Buongiorno Fabio!»

«Buongiorno a te Nina. Qualcuno mi ha detto che ti piacerebbe sapere qualcosa di più sul mio rapporto con il counseling, su cosa mi ha motivato come operatore sanitario a interessarmi di questa materia.»

«Si, mi interessa il counseling, ho già  frequento una counsellor. Mi interessa capire in che modo possa aiutare un operatore sanitario a lavorare meglio, oppure a vivere meglio il proprio lavoro.»

«Beh, io sono un operatore sanitario, sono un tecnico di laboratorio.»

«Ma, scusami Fabio, i tecnici di laboratorio non utilizzano la relazione nel corso del loro lavoro, lavorano con le provette. Come c'entra la tua professione con il counseling?»

«Hai parzialmente ragione, Nina. Però devi considerare che io lavoro in un piccolo ospedale, e per tanti anni, oltre all'attività di tecnico, ho dovuto lavorare anche al centro prelievi, dove, come i miei colleghi e colleghe, mi occupavo anche di accoglienza e smistamento dei pazienti. So che in un grande ospedale come quello di Pisa questo non succede, ma da noi il lavoro era organizzato così. Ma, per dirla tutta, l'aspetto professionale è stato solo una parte di ciò che mi ha spinto a interessarmi di counseling. La spinta maggiore mi è arrivata da un evento di vita personale, peraltro normalissimo, che è stato la malattia di mio padre. Questo avvenimento mi ha collocato in una posizione insolita, quello del sanitario che diventa parente di pazienti, e che vive le ansie, le paure che finora ha visto negli altri, e che subisce le forme di comunicazione che di solito fa subire agli altri: linguaggio tecnico, comunicazioni criptiche, medici che evitano di dare risposte, svalutazione delle domande: quante volte, in risposta alle mie domande, mi è stato chiesto “Ma lei è un collega?”. No, non sono un medico, né un infermiere, ma qualcosa ne so di medicina, e comunque, sono il figlio, ho paura e ansia.»

«Quindi non è per motivi professionali che ti sei avvicinato al counseling?»

«Ti devo dire che quello che mi stava succedendo mi ha costretto a riflettere sui miei, di comportamenti, a guardarli sotto un'altra luce. Ho visto che quando io sono evasivo nelle risposte, mi esprimo con linguaggio tecnico, evito le domande le persone si possono sentire, come è successo a me, spaventate, arrabbiate, e reagire in modi imprevedibili. Mi sono reso conto che il paziente e la sua famiglia sono deboli, e si aspettano dai sanitari comprensione, empatia. D'altro canto so quanto sia dura per i sanitari, rispondere a tutti, non avere tempo ne energie a sufficienza, sentirsi in prima linea. Non riesco neppure ad immaginare quello che viene chiesto a te, Nina, in una neonatologia, dove il momento che dovrebbe essere di gioia dei genitori si trasforma in paura, dove le prognosi sono difficili, dove gli infermieri e i medici vedono cose che sono bruttissime, anche per loro.»

«È vero, Fabio, in neonatologia viene chiesto il miracolo, può sembrare che sia colpa tua se il miracolo non avviene. È difficilissimo.»

«Il counseling ti dà questa possibilità, ti fornisce alcuni mezzi per essere accogliente, di trovare la giusta posizione di fronte alle difficoltà altrui, e anche di fronte alle tue. In questo può essere immensamente utile.»

«Ti ringrazio Fabio, per il racconto della tua esperienza.»

«Sono io che ringrazio te, mi è piaciuto raccontarti qualcosa della mia esperienza di counsellor. Spero di poterci incontrarci di nuovo!»


Fabio Scaramelli, Counselor ad orientamento sistemico, Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico, ospedale S. Spirito Bra.

Meressina 2.0

The validation of the Meressina prototype, addressed in the final phase of the previous research project, had highlighted some limits of our work. Thanks to this funding from the University of Pisa, therefore, we were able to deepen research on materials: the plastic syringes, used in the initial prototype, were replaced with ad hoc cut glass syringes; we have optimized the use of glues and silicones; we finally optimized the assembly of the engines, anchoring them more firmly to the axle… technical features that have made our simulator much more efficient!


Project MERESSINA 2.0, funded by the University of Pisa (Uvar – Dipint), call “Clinical Research and Innovation” – year 2015/2016