Di Alfonsa Sabatino, Giovani Genitori


Dopo il parto solitamente si parla di allattamento, sonno interrotto, vaccini, svezzamento e scelta dei pannolini, sempre in bilico fra l’ecosostenibilità dei lavabili e la comodità degli usa-e-getta. Ma di sesso quando si parla? Mai, quasi mai o molto poco. Eppure nei gruppi di mamme è il primo argomento del “dietro le quinte”. Un tema molto sentito dalle carissime puerpere.

 

“Mai più avrei pensato che”. La parola alle mamme

“Mai più avrei pensato di arrivare a provare così poca attrazione verso il mio compagno – ammette una neomamma appena trentenne – e dire che è sempre stato un aspetto molto piacevole della nostra relazione. Mi sembra di avere la testa concentrata su altro, mi sento fisicamente, emotivamente e col pensiero tutta verso il mio bimbo”.

Le altre mamme annuiscono, solidali o almeno comprensive. “Dopo il parto la percezione del mio corpo è molto cambiata – interviene un’altra ragazza con la bimba in fascia -. Ora, con l’allattamento è come se il seno fosse concepito solo per nutrire. Come se fosse di proprietà della piccola, mentre lì sotto… non so. Dal momento del parto mi sento più inibita, come se fossi chiusa. Non riesco a vivere benissimo la fisicità di mio marito”.

A volte il problema è il sovraccarico. “Per me è proprio una questione di rimpossessarmi del mio corpo – dice una neomamma -. Ho una bimba di 3 anni e due gemelle di un anno, ne ho praticamente una sempre attaccata, che sia al seno, alla gamba, al collo. In quei pochi momenti in cui sono sola, desidero fortemente restare sola e non che sia un’altra persona, un adulto questa volta, a godere del mio corpo! A parte ovviamente la stanchezza, per cui nei pochi momenti liberi non desidero altro che dormire, farmi una doccia o leggere un libro”.

“Lasciamo stare. – conclude la mamma di tre maschietti — Mi diverto di più a sferruzzare davanti a un bel film!”. Insomma, il tema è caldo. Una volta aperto il vaso di Pandora, si andrebbe avanti a parlarne per ore.

 

La consapevolezza del papà

Al papà, che è anche compagno, marito e amante, le neomamme chiedono solo un po’ di pazienza, tanta comprensione e molte coccole. Soprattutto coccole, di quelle tenere e senza secondi fini! E poca insistenza.

Solitamente gli uomini sono meno stanchi (non allattano e la notte dormono più della neomamma, quasi sempre). Soprattutto sono meno “sballati di ormoni”. Sono però i primi ad accusare la scarsa intimità e questo influisce sul loro umore, al punto da sentirsi esclusi o estromessi dalla diade mamma-bambino.

Pochi sono i casi in cui è il padre a presentare ansia e scarso desiderio sessuale. Conviene parlarne con serenità, chiarendo che è solo un periodo della vita e che le cause dell’allontanamento sono soprattutto biologiche e non emotive.

I papà sono abbastanza consapevoli del fatto che è solo questione di tempo. O perlomeno lo sperano.

 

La sessualità nel post parto: è una questione di corpo o di testa?

“Il post parto è sicuramente un momento molto delicato per le coppie, sia per l’intimità che per la sessualità – spiega Alessandra Mattiola, counsellor e consulente sessuale. Per le donne sicuramente è anche una questione di corpo, infatti gli estrogeni sono al minimo e peggiorano l’umore, mentre aumenta la prolattina che inibisce il desiderio sessuale. Quindi più l’umore è basso, più la neomamma si sente stanca, più scompare facilmente il desiderio. Ma è anche una questione di testa perché quando nasce un bambino la coppia è molto impegnata nel compito di cura e concentra tutta l’attenzione sul nuovo arrivato, rendendo più difficile l’intesa e le certezze acquisite. Nella donna si aggiunge il timore di non essere più come prima e di aver subito delle modifiche nel proprio schema corporeo interno; la percezione della propria scarsa seduttività ed eroticità la fa sentire inadeguata, aumentando la scarsa fiducia in sé”.

 

Quanto è importante la sessualità nella coppia? E quanto lo è in questa fase di (ri)costruzione della famiglia?

“La sessualità è un aspetto fondamentale della vita di ciascuno di noi – continua la dottoressa Mattiola – in qualunque momento della vita. Indubbiamente l’evento nascita, cambiando permanentemente la vita dei neogenitori in tutti i suoi aspetti, riverbera sulla sessualità. La transizione da donna a madre e da uomo a padre è un periodo che determina modificazioni delle dinamiche familiari e aggiustamenti sociali. La rinegoziazione dei ruoli e delle emozioni prodotte dalla transizione possono generare stress e mettere alla prova la relazione con il/la partner. Lo stress può generare diversi problemi, tra cui una ridotta espressione dell’intimità”.

 

“Mi dispiace per lui”, si sente sospirare tra le mamme. Ma allora meglio sforzarsi o assecondare le proprie non-voglie?

“La sessualità per molte coppie è associata ad un mantenimento di un buon rapporto espresso nelle piccole cose: adempiere agli obblighi stabiliti e collaborare nelle faccende di casa, per esempio, crea un clima positivo e rende il rapporto di coppia più gratificante. Questo – continua Mattiola – senza dimenticare di nutrire il proprio rapporto con la comunicazione e l’ascolto reciproco. In molte coppie infatti emerge una stretta connessione tra comunicazione e sessualità, mettendo la comunicazione al primo posto come elemento fondamentale per gettare le basi di un rapporto sano. Il dialogo serve come strumento di comprensione e per sostenere la relazione, che mutata, ha bisogno di essere ridiscussa e rinegoziata”. Nessun senso di colpa, ovviamente, e nessuna insistenza o violenza, ma magari un po’ di sforzo per cercare di ritagliare del tempo a due, che sia di qualità, qualunque sia la natura.

 

Quando ci si trova davvero davanti a un problema?

“Il tempo che intercorre tra il parto e il ritorno all’attività sessuale è in media di 6-8 settimane. Si può verificare -continua la consulente sessuale- quella che viene definita “comorbilità”, ovvero la presenza di più sintomi in contemporanea come lo scarso desiderio, la secchezza vaginale (dovuta al calo degli estrogeni), la difficoltà di eccitazione e il dolore alla penetrazione. La cosa importante per la coppia in questa fase di “nido pieno” è di non cristallizzarsi. Col passare dei mesi, infatti l’attenzione dovrebbe essere riportata anche allo “svolgimento dei compiti di coppia”, riprendendo l’intimità e la gioia della sessualità per mantenere un solido legame, sia emotivo che fisico, della coppia, anche dopo l’arrivo di un nuovo membro in famiglia. Nei casi in cui questo non avvenga è importante chiedere aiuto”.

L’ultima parola però la prende la mamma di due bimbi, il più piccolo di quasi due anni: “Ragazze, ve lo devo dire: quando si smette di allattare torna tutto come prima, anzi meglio! Torna la dimensione e la voglia di coppia, torna il desiderio e il piacere, credetemi!”.
E lieto fine fu.